Il Belgio e la birra: tra storia e tradizioni

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ottobre 4, 2018

Posted in Brewing

In nessun altro luogo, così come nel Belgio, la birra ha un profondo significato culturale e sociale. Scopriamo di più sulla birra belga.
Quest’ultima è famosa in tutto il mondo e si riconosce subito dalla corposità che si percepisce in bocca quando si beve questa bevanda unica nel suo genere.
Prodotta con metodi innovativi, la birra belga nasce dalla combinazione di una tradizione che si tramanda nei secoli e dalla grande passione dei mastri birrai.
Sono oltre mille le birre belghe originali prodotte ed esportate nel mondo. Gli intenditori adorano la birra belga per la sua unicità, la varietà e il sapore.
In Belgio le varianti della birra sono tantissime – dal sapore di lampone e ciliegia alle birre chiare e dalle fiamminghe rosse e scure alle famose birre trappiste.

Birra belga: la storia

Durante l’epoca medievale, la produzione della birra artigianale avveniva nelle abbazie dei monaci, che erano, infatti, antichi centri di sapere per l’agricoltura, l’allevamento e di alcuni lavori artigianali.

In quel tempo, l’acqua non era potabile per cui la bevanda alcolica era molto diffusa tra la gente nelle Fiandre.

Una volta prodotta la birra, per conferirle più gusto, i monaci aggiungevano una miscela di erbe e spezie chiamata gruyt, fino a quando non si iniziò a usare il luppolo.

La miscela aromatizzata, racchiusa in un piccolo sacchetto di stoffa, si immergeva nel pentolone del mosto.

Lo scopo era quello di regalare alla birra un gusto inconfondibile, oltre che prolungarne l’aroma.

Ma fu poi con l’utilizzo del luppolo che si riuscì a creare una birra di miglior qualità e che si manteneva per un tempo più lungo.

Nel 1364, infatti, l’Imperatore Carlo IV promulgò il decreto il Novus Modus Fermentandi Cerevisiam, introducendo l’obbligo di impiegare il luppolo nella produzione della birra.

Questo decreto doveva essere seguito in tutto il Sacro Romano Impero e nella nazione tedesca cui appartenevano il Brabante e le Fiandre Imperiali (Rijks-Vlaanderen).

L’uso del luppolo e un gusto inconfondibile

L’uso di luppolo nella birra belga fece progressivamente aumentare la produzione. I birrai lo utilizzavano non tanto come amaricante, ma come stabilizzante e conservante della birra.
Questa scelta produttiva faceva sì che la birra mantenesse una forte struttura maltata e un gusto abboccato con note dolciastre – una caratteristica ancor oggi abbastanza diffusa.

Tra le birre belghe non mancano però numerosissimi esempi di birre luppolate e dal sentore amaro, come la Jambe de Bois del Birrificio De la Senne o la XX Bitter del birrificio De Ranke.

È alla fine degli anni Sessanta che furono riscoperte le birre belghe e alla fine degli anni Ottanta – inizi anni Duemila aprirono i primi birrifici di medie e grandi dimensioni.

Attualmente, l’industria della birra belga vanta alcune delle marche più conosciute e popolari al mondo.

Dalle birre trappiste prodotte nelle Abbazie, alle bevande proposte dai birrifici locali e a conduzione familiare.

E ancora le Lambic, le birre fiamminghe bruno-rossastre, le bionde più forti fino alle birre belghe luppolate.

Una tradizione che continua ancora oggi

Oggi, i metodi di produzione tradizionali, tramandati di generazione in generazione, vengono sistematicamente integrati e rafforzati dalle più recenti conoscenze tecnologiche e scientifiche.

La birra è sempre stata, infatti, una parte vitale importante della ricca storia, tradizione e cultura delle Fiandre.

Il primo pub fu inaugurato nel Cinquecento e da allora, bere una birra è diventata la routine per la popolazione belga, del dopolavoro, nel fine settimana o in occasioni speciali.

E anche per questo motivo, nel 2016 la birra belga è stata aggiunta all’elenco del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità dell’UNESCO.

 

Marianna Feo

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