Il Trono di Spade è tornato: tutte le birre Ommegang dedicate alla serie cult

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luglio 26, 2017

Posted in DAL MONDO

Tutto è cominciato giovedì 29 giugno, quando il birrificio Toccalmatto ha annunciato una partnership con Caulier – passata alla storia con la definizione di “sodalizio tra pari” –  per unire le proprie forze e raggiungere nuovi traguardi imprenditoriali. Abbiamo raccontato la notizia in un post pubblicato in pieno “terremoto birrario”, ma a oggi i dettagli dell’accordo rimangono ancora non del tutto chiari. Il comunicato ufficiale ha infatti spiegato solamente che l’impianto del produttore emiliano sarà in parte destinato a realizzare le birre Caulier per il mercato italiano, tuttavia non ha rivelato altri passaggi fondamentali per comprendere il futuro dei due marchi. Posso dirvi che si parla di una cessione del 100% delle quote di Toccalmatto a Caulier e di un’entrata di Bruno Carilli nella società belga: informazioni che magari saranno ufficializzate a breve con un altro comunicato. Al di là di questi aspetti, il rapporto tra le due società risulta parecchio ingarbugliato nell’ottica della definizione legislativa di birra artigianale, che si poggia su un concetto generale di “indipendenza” senza disciplinarlo nel dettaglio. Per questo non ci resta che aspettare l’interpretazione di Unionbirrai, finora dimostratasi assolutamente sensibile al tema – e ci mancherebbe! A rendere tutto più complicato c’è la posizione dello stesso Carilli all’interno dell’associazione, dove ricopre il ruolo di supplente del Collegio dei Probiviri. Staremo a vedere cosa succederà.[15:11, 26/7/2017] Stefano Mondello: Tutto è cominciato giovedì 29 giugno, quando il birrificio Toccalmatto ha annunciato una partnership con Caulier – passata alla storia con la definizione di “sodalizio tra pari” –  per unire le proprie forze e raggiungere nuovi traguardi imprenditoriali. Abbiamo raccontato la notizia in un post pubblicato in pieno “terremoto birrario”, ma a oggi i dettagli dell’accordo rimangono ancora non del tutto chiari. Il comunicato ufficiale ha infatti spiegato solamente che l’impianto del produttore emiliano sarà in parte destinato a realizzare le birre Caulier per il mercato italiano, tuttavia non ha rivelato altri passaggi fondamentali per comprendere il futuro dei due marchi. Posso dirvi che si parla di una cessione del 100% delle quote di Toccalmatto a Caulier e di un’entrata di Bruno Carilli nella società belga: informazioni che magari saranno ufficializzate a breve con un altro comunicato. Al di là di questi aspetti, il rapporto tra le due società risulta parecchio ingarbugliato nell’ottica della definizione legislativa di birra artigianale, che si poggia su un concetto generale di “indipendenza” senza disciplinarlo nel dettaglio. Per questo non ci resta che aspettare l’interpretazione di Unionbirrai, finora dimostratasi assolutamente sensibile al tema – e ci mancherebbe! A rendere tutto più complicato c’è la posizione dello stesso Carilli all’interno dell’associazione, dove ricopre il ruolo di supplente del Collegio dei Probiviri. Staremo a vedere cosa succederà.L’accordo tra Ducato e Duvel
Pochi giorni dopo, lunedì 3 luglio, il Birrificio del Ducato ha comunicato la cessione del 35% delle sue quote al colosso Duvel, confermando le voci che si rincorrevano da tempo nell’ambiente e che ormai erano diventate ingestibili. L’annuncio però ha dipinto una situazione ben diversa dalla realtà, ridimensionando il controllo della multinazionale brassicola quasi al punto da considerarlo ininfluente. Abbiamo dovuto pubblicare un vero e proprio articolo d’inchiesta per svelare che gli accordi erano ben altri: dallo statuto di Gruppo Italy srl – l’azienda del Ducato atta alla produzione – non emerge alcuna totale autonomia da parte della vecchia proprietà, mentre è evidente un interesse di Duvel ad aumentare le proprie quote societarie nei prossimi anni. La vicenda ha evidenziato non solo la pessima gestione del birrificio italiano in termini di comunicazione e rispetto dei suoi interlocutori, ma ha anche cancellato ogni dubbio sulla perdita dello status di “piccolo birrificio artigianale”. Qualche giorno dopo Unionbirrai ha confermato che le produzioni del Ducato non possono più essere considerate birra artigianale.                        [15:31, 26/7/2017] Stefano Mondello: Il Trono di Spade è tornato: tutte le birre Ommegang dedicate alla serie cult
Andrea Turco 17 luglio 2017 Birre Commenti 1,987 Visite
Questo lunedì l’Italia si divide in due fazioni: da una parte i fan del Trono di Spade, che imprecano contro coloro che stanno spoilerando qualsiasi fotogramma della puntata originale andata in onda nella notte; dall’altra i non fan della serie, che imprecano contro coloro che stanno parlando e scrivendo ovunque del Trono di Spade. Che apparteniate alla prima o alla seconda fazione – soprattutto alla prima, comunque – dovreste sapere che esistono delle birre dedicate espressamente alla serie e prodotte dal birrificio americano Ommegang, di proprietà del colosso belga Duvel. Sono birre ufficiali, quindi non semplici omaggi alla serie: nascono infatti da un’esplicita partnership con HBO, che presumibilmente è stata pagata fior di dollari. Uno dei vantaggi – se così vogliamo definirlo – nell’avere alle spalle un’industria interessata a investire nel proprio marchio. Visto che mancano poche ore alla messa in onda della prima puntata “italiana”, il post di oggi è proprio dedicato alle birre di Ommegang.Iron Throne
Se non sbaglio la prima birra fu annunciata nel dicembre del 2012, quando in Italia era terminata la seconda stagione del Trono di Spade, e probabilmente in pochi potevano immaginare che la gamma sarebbe arrivata a contare 8 produzioni diverse – senza considerare che altre potrebbero aggiungersi prima dell’ottava e conclusiva stagione. La birra d’esordio fu battezzata Iron Throne (6,5%) e può essere considerata una Blonde Ale sui generis, aromatizzata con scorze di limone e grani del paradiso. Per il suo lancio, il birraio Phil Leinhart affermò che aveva senso realizzare una birra del genere perché all’epoca sul Trono di Spade sedeva un Lannister.Take The Black Stout
Dopo il successo della prima birra dedicata al Trono di Spade, il birrificio Ommegang capì che era il caso di cavalcare il momento e annunciare una nuova birra, prodotta in quantità doppie rispetto alla precedente così da accogliere le numerose richieste ricevute. Fu così che nacque la Take The Black Stout (7%), che potremmo definire una classica American Stout se non prevedesse anche una speziatura con radici di liquirizia e anice stellato. Una birra scura, dedicata a Jon Snow e ai Guardiani della Notte più in generale. Ommegang fece uscire questa birra a settembre, con il giusto anticipo con le vacanze natalizie: un modo furbo di proporla come perfetto regalo per un beer geek.Fire And Blood
Con la terza release il birrificio Ommegang intraprese la strada dei lanci multipli, amplificando l’impatto sui collezionisti – che, come saprete, nel mondo della birra non sono rari. Col nome Fire and Blood (il motto di casa Targaryen) furono commercializzate tre birre dedicate agli altrettanti draghi di Daenerys: Drogon, Rhaegal e Viserion. In realtà la ricetta è la stessa e ciò che cambia è semplicemente l’etichetta: parliamo di una base di American Red Ale (6,8%) a cui è aggiunta una quantità importante di peperoncini Ancho Poblano capaci di conferire note speziate molto caratteristiche.Valar Morghulis
Per la quarta birra della gamma il birrificio Ommegang lanciò un sondaggio tra i suoi appassionati, chiedendo di scegliere il nome e lo stile di riferimento. Le preferenze decretarono che la nuova produzione fosse battezzata Valar Morghulis, come il modo di dire diffuso nel mondo di Westeros e traducibile con “tutti gli uomini devono morire”. Per la tipologia ci si orientò invece verso una classica Dubbel (8%) e per la prima volta non furono aggiunte spezie di sorta. Al gusto è maltata e dolce, ma anche leggermente amara e secca nel finale.Three-Eyed Raven
L’assenza di speziature fu confermata anche con la quinta birra della serie, chiamata Three-Eyed Raven (7,2%). Tuttavia la ricetta è piuttosto insolita, tanto che la produzione fu definita una Dark Saison: un incrocio, quindi, tra il classico stile del Belgio e una birra scura. Il “corvo con tre occhi” del nome è uno dei personaggi più enigmatici della serie, profondamente legato alla figura di Bran Stark, e proprio per questo la descrizione della birra sembra piuttosto azzeccata.Seven Kingdoms
Il mix tra stili diversi è l’idea generatrice alla base della Seven Kingdoms (6,9%), nata dall’incontro tra una Witbier in stile belga (ma priva della sua classica aromatizzazione) e un’American Ale. Sembrerebbe più semplicemente un’American Wheat, ma Ommegang all’epoca volle giocare col concetto di “matrimonio”, così importante per la serie. Curiosamente è una delle poche birre della gamma a prevedere soprattutto luppoli americani, mentre la base fermentabile presenta anche una percentuale di avena.Valar Dohaeris
Uscita a ottobre del 2016, Valar Dohaeris (9%) è stata dedicata al personaggio di Arya Stark e ai suoi sforzi per entrare nell’ordine degli Uomini Senza Volto, nonché al detto “gemello” di Valar Morghulis e traducibile con “tutti gli uomini devono servire”. La birra è una classica Tripel, che il birrificio consiglia di abbinare a “fettucine alfredo” o penne alla vodka. Qualcuno dovrebbe spiegare a Ommegang che le serie cult degli anni ’80 erano i Visitors e Supercar, non certo il Trono di Spade.Bend The Knee
Con l’ultima release della gamma, Ommegang ha riproposto quanto fatto con la Fire And Blood: un’unica birra, battezzata Bend The Knee, ma disponibile con tre etichette diverse. Su di esse è rappresentato il logo delle altrettante casate rimaste in gioco e che presumibilmente si scontreranno nella stagione che parte oggi: Lannister, Stark e Targaryen. La ricetta trae ispirazione dalle Belgian Golden Strong Ale (9%), non prevede aromatizzazioni e i luppoli impiegati sono Saaz, Bravo e Styrian Golding. La base fermentabile presenta l’immancabile malto d’orzo, ma anche fiocchi di avena.
Queste le birre ufficiali del Trono di Spade, che magari qualcuno di voi coccola in cantina. Personalmente posso vantare una birra Fire and Blood, omaggio di un caro amico appassionato della serie. E voi?

 

fonte: http://www.cronachedibirra.it

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